Essere dipendenti non è più un posto sicuro

Ammetto che questo post potrebbe far storcere il naso a molti ma ritengo anche che, con un po’ di lucida analisi, possa essere capito e digerito da molti.

Sono sempre più convinto che il posto fisso, cioè l’essere alle dipendenze di un una impresa, non sia più un posto sicuro sopratutto ora in un momento di crisi come quello che sta permeando il nostro paese.
Ci hanno da sempre insegnato, da buoni italiani, che serve studiare e subito dopo trovare un posto fisso e sicuro in una grande aziende del settore che, con il passare del tempo, ci farà crescere e guadagnre posizioni importanti sopratutto grazie allo studio. Ci hanno da sempre insegnato che essere dipendenti di qualcun’altro è più sicuro perchè i rischi se li prende il capo lasciandoci solo l’incombenza dei doveri; inoltre non dovremo fare i conti con le tasse ed altre stupidaggini burocratiche perchè saranno tutte in carico al datore di lavoro, dovremo in pratica solo attendere il 10 del mese per ricevere il tanto sudato stipendio.

Questo fino a quando il nostro unico datore di lavoro ci avviserà che il mese prossimo chiuderà l’impresa perchè ci sono imprecisati problemi finanziari.

Sta qui il vero problema della questione: unico datore.
Ci è stato insegnato ad affidare il nostro futuro ad un’unica persona che, volente o nolente, non conosciamo nemmeno così bene e che magari abbiamo trovato grazie all’annuncio di ricerca personale su di un giornale locale qualche anno fa. La nostra esistenza è così legata unicamente ad una persona (o una società) che tiene all’oscuro i suoi dipendenti dalle decisioni (sopratutto quelle più critiche) e che lancia avvisaglie solo nella fase di declino (se lo fa, in altri casi chiude dall’oggi al domani le porte di ingresso). 

Capite bene come l’essere dipendenti sia del tutto precario pur avendo un contratto a tempo indeterminato o meno. Sopratutto oggi dove imprese di settore da tempo sul mercato fanno i conti con una mal gestione della propria azienda (spesso per vera e propria incompetenza).
Vi fidate veramente di quello che il vostro capo sta facendo della sua azienda? Proprio il capo che magari insultate quotidianamente tra voi dipendenti ma che purtroppo dovete mandare giù per il quieto vivere…e lo stipendio? 

Le mie considerazioni non hanno l’intento di arrivare a dire “Lasciate il posto fisso oggi e diventate liberi professionisti” anche perchè non tutti possono farlo ne tantomeno è qualcosa facile da mettere in pratica.
Il mio intento è quello di far pensare a questa posizione di completa impotenza dell’essere dipendente rispetto all’azienda per cui si lavora e a cui si dedica tanto (e stress).
In un momento di crisi il posto sicuro non è quello alle dipendenze della piccola, media o grande impresa italiana che da un momento all’altro può lasciarci senza lavoro ma è quello di sentirsi liberi di decidere della propria vita e del proprio futuro senza che sia un’altra persona a farlo per noi. 

PS: Qui altre considerazioni sul tema.

Daniele Ferlahttps://www.desdinova.it
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