Mi occupo di configuratori web da diversi anni e riguardo all’ultimo progetto di configuratore 3D ricevo diverse richieste settimanalmente, più di quante se ne possa immaginare (anche per via del fatto che il sito che lo promuove è ben indicizzato sui motori di ricerca). Su 10 richieste ricevute però, solo la metà proseguono verso un interesse reale del richiedente ma meno di una si concretizza in un progetto di configurazione vero e proprio.

Ho cercato di riassumere in questo post alcune principali motivazione per cui si rinuncia ad avere un configuratore 3D sul proprio sito web a fronte di un primo reale interessamento.

1. Non hai un flusso di progettazione e di lavoro in 3D

Proporre un configuratore 3D sul proprio sito web significa avere un flusso di lavoro che già implementa il 3D. Per esperienza è difficile che non vi siano punti in comune tra la parte di configurazione e la parte di progettazione/realizzazione, questo perchè lavorare ad un progetto simile significa farlo insieme al cliente, con la sua esperienza di lavoro e di approccio ai problemi. Dover realizzare completamente i modelli tridimensionali e la mappatura delle texture, così come l’interazione, senza averne il supporto del cliente che già ne conosce gli aspetti 3D, può risultare molto difficile o impossibile.

Inoltre ci si scontra sicuramente con aspetti di budget (vedere poco più sotto in questa lista) in quanto far realizzare esternamente i modelli 3D dei propri prodotti può costare più del configuratore stesso. Se la progettazione dei propri prodotti contempla già una realizzazione interna dei modelli il costo sarà già stato assorbito a favore di uno sviluppo del configuratore più agile.

2. Non credi che i tuoi clienti ne abbiano bisogno

Quasi la totalità delle aziende sottovaluta i propri clienti e sottovaluta i propri prodotti. Questo approccio purtroppo alimenta un sistema in cui si continua a produrre gli stessi identici prodotti per gli stessi identici clienti.
Un configuratore 3D online permette invece di aprire il mercato a nuovi clienti, sia più specializzati sia meno esigenti. Nel primo caso permette la definizione di ogni singolo aspetto del prodotto in modo dettagliato e tecnico, nel secondo permette ad utilizzatori casuali di approcciarsi sotto una luce diversa, a volte anche divertente, al prodotto.

Forse il prodotto può anche non aver bisogno di un configuratore ma i clienti, oggi, si.

3. Non vuoi innovare più dei tuoi concorrenti

Innovare è bello (cit.) ma bisogna saperlo fare. Inoltre innovare è rischioso e quasi la totalità delle aziende non è disposta a farlo soprattutto se si confrontano quotidianamente con al concorrenza. Purtroppo è un cane che si morde la coda ma è anche l’approccio che le aziende italiane tengono e mantengono. E’ per questo motivo che l’economia italiana è stagnante da tempo e lo sarà ancora per molto.

Realizzare oggi un configuratore 3D non è qualcosa di “innovativo” in quanto moltissime aziende hanno già uno strumento simile sul proprio sito web. In Italia però questo tipo di processo deve ancora prendere piede e c’è ancora molto da esplorare e da innovare in tal senso. L’unica discriminante è il prendersi il rischio di approcciarsi a tecnologie 3D realtivamente nuove e che, è indubbio, saranno l’elemento cardine del prossimo futuro (realtà aumentata, realtà virtuale, realtà mista, etc).

4. Non hai budget sufficiente per l’investimento

Quando un interessato muove una richiesta per un configuratore 3D sono solito mandare un form contenente diverse domande che permettono a noi di capire l’entità del progetto e al cliente di razionalizzare la richiesta. Trovate il form qui.

Una delle ultime voci presenti è l’idea indicativa di budget a disposizione per il progetto. Le opzioni presenti sono: meno di 1.000€, tra 1.000€ e 2.500€, tra 2.500€ e 5.000€ oppure più di 5.000€. Questo tipo di domanda permette a noi di capire se l’interessato conosce esattamente l’entità del progetto che sta chiedendo. Abbiamo ricevuto richieste di configurazioni di automobili in tutte le parti con animazioni e materiali speciali per meno di 1.000€ oppure configuratori parametrici per poco più di 2.500€. Soluzioni che, ovviamente, non possono essere esaudite con budget così esigui. E’ sempre stato chiaro per noi che c’è ancora poca informazione su quanto un configuratore 3D possa costare e spesso non si hanno le risorse economiche per poterlo affrontare. Dopotutto si tratta di una applicazione web dedicata, sviluppata con i modelli grafici dei prodotti del cliente, interfaccia custom legata al brand aziendale, server specifico per il supporto al trasferimento e l’ottimizzazione dei modelli.

5. Non pensi che valga così tanto

Per il motivo precedente una delle motivazioni ulteriori è che, pur avendo del budget a disposizione per sviluppare un configuratore, non si ha la conoscenza e l’esperienza per poter capire che un progetto simile vale quanto costa. Spesso sembra tutto molto semplice in quanto siamo abituati a vedere utilizzi di 3D ormai ovunque (si pensi ai film oppure a i blockbuster hollywoodiani) ma in realtà il lavoro di progettazione e sviluppo di un configuratore customizzato sui prodotti del cliente è davvero complesso. Qui un articolo di approfondimento per chi fosse interessato.

Un configuratore web ha un valore immenso in quanto permette di eliminare “il muro” con il cliente permettendogli di interagire con il proprio flusso di lavoro, customizzando il prodotto rendendolo unico e irripetibile. Inoltre permette al cliente di “giocare” con le diverse configurazioni fino ad ottenere soluzioni dinamiche e fuori dallo standard aumentado la fiducia verso l’azienda e la sua credibilità. Bisogna sempre chiedersi quanto un progetto simile dà alla propria azienda, non solo in termini di fatturato ma anche di valore percepito. Spesso questo viene invece del tutto ignorato.

6. Conclusioni

E’ chiaro quando un progetto di configurazione 3D non sia facile da affrontare, sia per una questione di budget che di mentalità poco innovativa. Se da un lato alcuni pregiudizi potrebbero essere scavalcati per altri è difficile, soprattutto in un contesto italiano. La strada è ancora lunga e serve molta informazione e formazione per poter far crescere questo tipo di servizi anche nel nostro paese… dopotutto è l’obiettivo di questo blog e dell’iniziare a parlare seriamente di 3D Web Marketing.

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